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aprile 23, 2011
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Agenzie di pubblicità: ci sono cose che voi clienti non potete neanche immaginare
Lo studio Less nasce da una sola persona, ma non è una “one man agency”. Anzi. Probabilmente è esattamente il contrario. La storia è lunga, ma può essere di interesse – non solo per grafici in cerca di ingaggio – ma anche e soprattutto per il cliente che è in cerca di uno studio a cui affidare la propria comunicazione. Perché l’argomento di questo post riguarda proprio le dinamiche con cui vengono trattati i clienti in alcune tipologie di agenzie. Prima di addentrarmi nell’argomento ritengo però dovute alcune precisazioni.
- Quello che scrivo è stato vissuto e rilevato dalla mia esperienza (soprattutto) e da discussioni al vino con colleghi che hanno vissuto esperienze simili in luoghi diversi.
- Le agenzie di cui si parla sono agenzie siciliane, per l’esattezza della Sicilia orientale. Questo ha due significati, almeno: sono agenzie abituate con clienti medio piccoli, dato che l’economia delle industrie, della moda e dell’editoria in questa parte del territorio non è sviluppata; in questa parte del territorio l’imprenditoria legata al settore della comunicazione è acerba e improvvisata, in quanto lontana dalle scuole di settore che questo Stato vuole dalla Campania in sù.
Lavorare sull’immagine di una azienda, costruire un’interazione con i fruitori del suo marchi è un lavoro di enorme responsabilità che esige una fase di pianificazione progettuale sconosciuta (per ignoranza e per convenienza) da queste agenzie che si pongono sul mercato vendendo prodotti di comunicazione come merce da banco: svincolati dal progetto.
Questo avviene per assecondare anche l’ignoranza della committenza che è più disposta a pagare una campagna di affissione stradale o un “logo” (così lo chiamano) piuttosto che un progetto di comunicazione integrata, dato che questo è una consulenza che nell’immediato rimane un documento sulla scrivania. Il progetto per lo sviluppo dell’immagine aziendale o di prodotto viene quindi sottovalutato e spesso capita che i messaggi ed i segni emessi dall’agenzia per il cliente non sanno nemmeno quali bisogni della committenza devono soddisfare.
Partire senza progetto però ha un vantaggio iniziale: costa molto meno. I vantaggi sono però già conclusi a questo punto.
Durante l’anno il cliente verrà sollecitato dal commerciale dell’azienda a fare campagne nuove che saranno progettate non in base al suo bisogno, agli obiettivi che avrebbero dovuto essere dichiarati in analisi (una campagna che funziona può, anzi DEVE essere ripetuta fino alla nausea, se continua a produrre risultati) ma a quelli dell’agenzia che avrà l’interesse a fatturare di volta in volta una nuova campagna, brochure o checchessia.
Le mie orecchie hanno sentito queste parole: “se riproponi la stessa immagine al cliente (cioè se sei coerente) come posso giustificare un prezzo da fargli pagare e portare all’agenzia un nuovo lavoro?”.
Ed è qui che il cliente ha già perso. Una campagna che funzionava ritirata, una forzatura sulla sua immagine che deve essere rinnovata senza motivo, la mancanza di un progetto che lo aiuta a conseguire risultati nel tempo.
Ma c’è anche dell’altro. Argomento della parte seconda di questo articolo.