(da Blow Up – Gennaio 2002, rubrica HomeMade)
Se il loro rock’n'roll ha molto di tradizionale (nel senso di Boss Hog – I quali sono ben più artefatti – o di rock blues explosion) e il canto in italiano (voce femminile non distantissima dalle impostazioni di note pop singers, tipo la Grandi) apre non impossibili scenari commerciali, tutto questo non ci pare un gran male. Anzi, aumenta la stuzzicante contraddizione di una musica che man mano si strania. E seppure i Braniac appaiono ancora lontani, canzoni come “Figurine Colorate” e “Winnie Sa” presentano interessanti dissonanze e contaminazioni (un violino ad esempio, che non sarà una novità assoluta ma…) e caratteri forti e sferzanti grazie ad una sezione chitarra-basso di inusuale potenza e fantasiosa verve. Lo chiamano proto rock ‘n roll ma è più evoluto ed attuale di celebrati nomi forestieri. (6/7)
Dionisio Capuano
Succo Acido
BAFFOS/S/t/Autoprodotto
(da Succo Acido, Marzo 2002)
Il primo CD-R dei siciliani Baffos è un lavoro che brilla per qualità, inventiva ed autoironia, doti rare per una band all’esordio in sala d’incisione. I cinque Baffos si proclamano fieramente “proto rock’n’rollers” e, grazie al loro approccio viscerale ed istintivo, si collocano in un ambito musicale nel quale nomi blasonati come Jon Spencer o Chrome Cranks (ma l’elenco potrebbe allungarsi parecchio…) hanno già strappato consensi da pubblico e critica. La pubblicazione di questo CD, registrato con la collaborazione di Cesare Basile e Marcello Caudullo, è solo l’ultima tappa di un già ricco curriculum nel quale spiccano la vittoria alla rassegna Suburban Live Set dello scorso anno e l’esibizione dal vivo al festival Sonica 2001. L’ascolto di queste cinque tracce conferma l’impressione favorevole che scaturisce dai loro concerti: si parte in quarta con “Crisi Di Panico” e i suoi ritmi serrati, proseguendo con gli episodi migliori “Figurine Colorate” e “ I Want Some”, con la calda voce di Elena Fazio che vola su un tappeto sonoro di chitarre urticanti. In presenza di tali premesse è lecito attendersi grandi cose da loro.
Raffaele Zappalà
www.palermoinmusica.it
Baffos, “S/T”
Questi Baffos sono veramente un grande gruppo e la loro demo, senza eccesso di retorica, è di una bellezza sconvolgente. Vi assicuro che non è mia consuetudine abbandonarmi a facili entusiasmi e ricoprire artisti o gruppi di elogi, ma questi quattro catanesi se li meritano eccome. Questi Baffos, infatti, se fossero nati negli USA probabilmente sarebbero stati inseriti nella nuova scena garage di gruppi come White Stripes, Moldy Peaches o Strokes, oppure chissà, avrebbero in tasca un contratto per l’etichetta “SFTRI” di Long Gone John (colui che ha lanciato Hole, White Stripes, Muffs, Lazy Cowgirls per intenderci) o molto poco verosimilmente, sarebbero amessi nell’entourage di Jim ‘O Rourke e Sonic Youth.
Forse ho esagerato un po’, anzi sicuramente, ma di una cosa sono sicuro: etichettare questa band è pressocchè impossibile. Loro si autodefiniscono “proto rock’n'roll”, definizione quanto mai enigmatica, e a mio parere, poco indicativa della loro musica; garage rock, punk, molto noise, grunge. Forse tutto questo assieme o forse niente. Ma andiamo con ordine ad analizzare le cinque tracce, tutte bellissime, di questo lavoro autoprodotto.
La prima traccia “Crisi di panico” è un’esplosione di suoni che mi riporta alla Detroit garage degli anni ’70, agli Stoogees e Mc5, con la chitarra a disegnare un riff straordinario e molto accattivante, e con una voce femminile molto efficace. “Figurine colorate” sembra estrapolata da “Dirty” dei Sonic Youth e qui la voce e assolutamente straordinaria, isterica e melodiosa allo stesso tempo. “I Want Some”, forse il pezzo migliore della demo, si apre con chitarra, basso, violini e voce a disegnare una dolce e suadente ninna nanna, che ad un tratto esplode con forza ed abrasività per poi ritornare a cullarti.
Poi è il momento di “Petit Reginaldo” anch’essa lenta all’inizio, ma poi esplosiva con un riff di chitarra che ricorda molto i Dead Kennedys di “Frankenchrist” ed, infine, “Winnie sa”, canzone isterica e cupa, ma molto affascinante, per chiudere degnamente. Una bellissima demo, niente da dire.
di Simone Cappello
www.freakout-online.com
Baffos – omonimo
Raramente capita di ascoltare musica di casa nostra che sappia coniugare il lato sensuale del rock’n'roll con quello più tribale e liberatorio. Al di là dell’oceano di esempi, ancorchè famosi, c’è n’è a iosa, basti pensare alla personalità espressiva di Boss Hog, Jon Spencer Blues Explosion o della prima Pj Harvey (non che ora non ne abbia, ma adesso è certo diversa dagli esordi). Questo piccolo concentrato di spontanea aggressività esiste anche da noi e si chiama Baffos, quintetto catanese nato lo scorso anno dall’unione di differenti esperienze e confluito in un progetto che sin dalla nascita ha raccolto piccole ma significative risposte dalla critica e dal pubblico. La band ha avuto sin dall’inizio idee ben chiare ed ha realizzato il demo omonimo in tre giorni negli studi di Cesare Basile con l’ausilio dello stesso e di Marcello Caudullo. I ristretti tempi di registrazione hanno reso un grande servizio all’immediatezza dei brani che suonano molto spontanei, diretti e funzionano tutti, nessuno escluso, segno che in un qualche momento del processo creativo il cervello ha dato il giusto apporto. Brani come “figurine colorate”, “Crisi di panico”, “I want some” e ” Winnie sa” sono tutti colori complementari del mondo Baffos che si cercano, si incontrano, stridono e si mischiano con grande maestria. Il collante di tutto questo sta certamente nella voce grintosa, calda, mai fuori le righe di Elena Fazio, che si destreggia perfettamente tra testi in italiano, inglese e anche francese, perfetta scelta per rendere in “Petit reginald” la sensualità già accennata. Insomma, davvero un bel demo!. Spero di risentire qualcos’altro presto.
Francesco Imperato
Vivere
Rock coi baffos
(da Vivere, 6 novembre 2001 n. 133– in abbinamento gratuito con “La Sicilia” , rubrica DEMO)
E vai con il quattro quarti! Si intravede quasi la testa parruccata di Giuseppe Lombardo che apre l’angolo vitale della sua chitarra sulla scia dell’”It’s only rock’n'roll but I like it”. Vi presento i Baffos, ovvero l’energia di una band (catanese? palermitana? siracusana? siciliana!) che non ha avuto neanche il tempo di uscire allo scoperto ed ha vinto la scorsa primavera la seconda edizione di “Suburban Live Set”, rassegna per band emergenti del Taxi Driver di Catania. Il demo-cd divide l’energia su cinque brani registrati sotto la supervisione di Cesare Basile e di Marcello Caudullo. C’è si l’impostazione classica nel rock dei Baffos tanto da spingerli ad autodefinirsi “protorock’n'rollers” ma la loro forza sta nel trasferire la rigorosità stilistica degli anni ’70 (Stones, Zeppelin, Purple) in un approccio più disincantato, tipico dell’era di mezzo che stiamo vivendo, che ne fa apprezzare le canzonsi per la loro “pesante” leggerezza. I Baffos sono Elena Fazio, voce, già nei Replastic; Giuseppe Lombardo, ex Nerves’ Korut e Plank; Walter Caraci, basso, ex Latin Boss; Massimo Costa, batteria, ex High Spirit, Relplastic, Laceboy, White Tornado; e Giovanni Fiderio, Tastiera e Violino, ex Todomodo.
Gianni Nicola Caracolla
Palermo in musica
Baffos, suoni grezzi e melodie sensuali
(Dal sito Palermoinmuisica, domenica 23 dicembre 2001)
di Francesco Imperato
Cosa sia ‘sto proto rock’n'roll che suonano i Baffos l’ho finalmente capito lo scorso sabato 1 dicembre durante il concerto della band al B-Side. Prendiamo quel misto di sensualità e potenza che ha una Pj Harvey o una Christina Martinez dei Boss Hog, l’immediatezza e l’istintività di suonare rock’n'roll che una volta era di Chuck Berry e oggi di Jon Spencer, la semplicità di giri di basso reiteratamente quadrati, un incontenibile amore per i suoni grezzi e rozzi ed ecco le grandi linee su cui si muovono i Baffos.
La grande cura data dalla band ad un look cool (camice di raso luccicante dai colori sgargianti per tutti) ha dato poi l’impressione definitiva che i ragazzi “ci stanno dentro” anima e corpo. Il live set durato circa un’ora ha riproposto tutto il primo, recente promo, che la band catanese ha registrato negli studi del conterraneo cantautore Cesare Basile, assieme a nuovi brani che continuano ad attingere alla fonte sempreverde del rock più sanguigno, trovando inaspettatamente modi sempre nuovi di parlare un linguaggio creduto da molti in agonia.
“Laser” e “Crisi di panico”, le prime in scaletta, servono a riscaldare i motori e rettificare i volumi perchè già nella tarantolata “Figurine colorate”, distruttiva su cd, i Baffos raggiungono picchi di intensità rumorosa mantenuta bene o male per tutto il concerto e sempre accompagnata da una grande capacità di tenere il palco. Spesso poi è lo stesso suono distorto, sempre un passo al di qua della totale saturazione, che invoglia il gruppo nell’allungare i finali e impartire inattese svolte proto-psichedeliche con l’effetto di dare la mazzata definitiva allo stordimento psico-fisico già in atto. Poche parole per concludere, una bella esperienza. E se vi siete incuriositi, andatevi ad ascoltare i loro brani in mp3 su www.baffos.it
Etnaweb
Baffos – band siciliana
(dal sito www.etnaweb.it, rubrica Movida – novembre 2001)
Va bene che le cose migliori nascono per caso. E va bene pure che la vita è una serie di coincidenze, più o meno strane, più o meno felici. Ma che da un annuncio genere “mercatino”, col quale una coppia – lei voce, lui batteria – cerca musicisti per formare un gruppo tipo Blonde Redhead e Tortoise (come dire: tra Totò e Fellini..), possa nascere un gruppo decente, è davvero una bella scommessa! Specie se di quel gruppo fa parte un batterista che ama il drum’n bass, il genere che lo vorrebbe cassintegrato..
E invece, a furia di stranezze, come nelle migliori famiglie rock, ecco nascere i Baffos. Esattamente un anno e mezzo fa. Proprio con quell’annuncio che significava tutto e il contrario di tutto.
Per favore, però, non chiamateli “giovane gruppo emergente”. Perché se è vero che l’età media si aggira intorno ai 25 anni, è anche vero che la gavetta per molti di loro è già lunga: Elena Fazio, voce, 21enne di Palermo, cantava già nei Replastic, nei quali Massimo Costa, 27 anni, anche lui di Palermo, suonava la batteria prima di fare una capatina nei White Tornado, gloriosa indie band etnea. Walter Caraci, 28enne bassista catanese che suona anche il contrabbasso acustico, può vantarsi di aver suonato con Zapato e i Latin Boss, mentre Giovanni Fiderio, 21 anni di Siracusa, ha alle spalle qualche trasferta con i Todomodo, oltreché sette anni di violino al conservatorio. Ne manca uno, Giuseppe Lombardo, catanese, 30 anni, già nei Nerves’ Korut e nei Plank con Santi Pulvirenti, chitarrista di Carmen Consoli. Giuseppe suona la chitarra e ha l’aria da intellettuale occhialuto: “Non me la voglio togliere”, spiega lui. Come dargli torto? Chi altri se non lui potrebbe pretendere di restare un intellettuale a vita, dopo aver suonato con il genio del post-rock David Grubbs, ex Gastr del Sol, anche se solo per il tempo di un workshop?
I Baffos nascono così, con mille tentazioni intellettuali che, però, al momento giusto, si trasformano in un riff maligno, ammaliatore. Anche un po’ bastardo. Perché solo un riff bastardo può spazzare di colpo ogni buona intenzione di suonare come Tortoise o Don Caballero. “A suonare quelle cose non mi divertivo più”, racconta Giuseppe nella sala prove lunga tre metri e larga due a una manciata di metri dalla facoltà di Giurisprudenza. “Ormai mi sembrava di scimmiottare i grandi gruppi di post-rock, un genere che tra l’altro era diventato nel frattempo anche un po’ troppo modaiolo. Allora un pomeriggio durante le prove me ne sono uscito con un riff immediato, e ho detto ai ragazzi che era così che dovevamo suonare”. E in quattro gli sono andati dietro. In qualche secondo era nata Crisi di panico, e con lei il proto-rock’n roll dei Baffos. Al nome del gruppo ci ha pensato Giovanni, il violinista e tastierista: “Lo abbiamo preso da un mio amico abbastanza peloso..”.
Proto rock’n roll, lo chiamano loro, aggiungendo “anni 70″. Ma c’è di più: schizzi di Fugazi – la passione di Giovanni -, rumorismi velvetiani, intemperanze vocali alla P.J. Harvey (la passione di Elena, come Bjork), e un clima di sfogo totale, di saturazione, che rimanda a Jon Spencer Blues Explosion, magari ai Boss Hog.
Un brano da scegliere? I want some, traccia numero 3 del mini album registrato in tre giorni lo scorso aprile negli studi di Cesare Basile con l’aiuto dello stesso Basile e di Marcello Caudullo.
Un gruppo democratico, precisano loro, “dove tutti compongono le musiche”. Ai testi, in italiano e in inglese, carichi di alienazione, pensa perlopiù Elena.
Il futuro: continuare a provare – almeno tre volte alla settimana -, registrare, mandare demo alle etichette nazionali e girare in tourné. Le tappe prestigiose non sono mancate: la vittoria lo scorso marzo al Suburban Live Set al Taxi Driver, la partecipazione a Sonica 2001 e, soprattutto, un’esibizione da spalla agli Old Time Relijun. Alla quale il 7 novembre si aggiungerà quella con i folgoranti giapponesi Melt Banana. Promettono, promettono..
Paolo Casicci
GeniaBox
Suburban Live Set…missione compiuta Premio della critica per i Baffos
(prelevato dal sito www.geniabox.com)
Si è conclusa, giovedì 15 marzo, la seconda edizione di Suburban Live Set, al Taxi Driver di Catania. Anche quest’anno, la rassegna ha attirato a sé una considerevole attenzione da parte del pubblico siciliano, integrando due special guest (Matìldamay e Trust Lab) e due guest star (Karate e Mr T-bone). A chiudere definitivamente il palinsesto è stata la performance acustica dei Radiodervish, che ha peraltro accompagnato la premiazione della band che si è distinta, dalle altre in concorso, per originalità, composizione ed esecuzione. Ad aggiudicarsi tale riconoscimento sono stati i Baffos, band dalle differenti provenienze artistiche ed artefice di un personale “protorock’n’roll”: una frizzante ed energica miscellanea rimembrante, a sprazzi, i primi Boss Hog e Urusey Yatsura. P.M.
Primafila
Un nuovo prototipo di Rock
(Primafila, anno 3 n. 4 – aprile 2001)
La prima apparizione in pubblico è stata la loro prima vittoria, non solo nel senso che i Baffos felici di suonare hanno dato il meglio di sé e sono scesi dal palcoscenico del Taxi Driver di Catania soddisfatti, ma soprattutto, non si erano mai esibiti dal vivo e alla loro ‘prima volta’ hanno sbaragliato la giuria del “Suburban live set 2001″. È da precisare comunque che i gruppi che si sono esibiti hanno vinto tutti: suonare al Taxi Driver di Catania davanti ad un pubblico accorso appositamente per la rassegna ed i gruppi protagonisti è già un bel punto di partenza; ai Baffos, con un punteggio medio di 6.95, è stato attribuito il premio della critica, ma lo spirito della “Suburban” è pruomuovere la nuova musica, senza vincitori né vinti. Alcuni gruppi hanno brillato per entusiasmo ed energia, altri per il tipo di musica proposta: in fin dei conti i Baffos si sono fatti notare per entrambe le cose. I baffos sono in cinque: Elena Fazio, 21 anni, voce; Massimo Costa, 27 anni; batteria; Giuseppe Lombardo, 29 anni, chitarra; Walter caraci, 27 anni, al basso; Giovanni Fiderio, 21 anni, violino e tastiere. La storia del gruppo ha una genesi recente, ma si snoda nell’asse Catania-Palerm: Elena Fazio, originaria di Palermo e massimo Costa, vissuto tra Catania e Palermo, sono i primi due nuclei del gruppo. Nel settembre 2000 è arrivato l’incontro con il padre fondatore Giuseppe Lombardo, che dopo innumerevoli esperienze musicali ‘logoranti’ aveva deciso di mettere in piedi un progetto di Gruppo che suonasse con autoironia e piacere, senza immergersi troppo nello spirito del musicista ‘tipo’ maledetto e dannato, vittima della sua stessa musica, sua croce e delizia. Il tocco di originalità infine, è giunto con Giovanni Fiderio, inventore del termine ‘Baffos’ fino a farlo diventare un aggettivo di uso comune. In effetti Baffos non vuol dire niente, è una delle parole che non esiste in nessun vocabolario di nessuna lingua, ma è Baffos ciò che non ha un preciso stile, ma piace. Felici di suonare dopo tante avventure musicali, amano non prendersi troppo sul serio, con un impatto terapeutico che ha dato benefici non indifferenti ai componenti del gruppo: trovare gli stimoli giusti fa bene all’umore e anche alla salute! E loro hanno proprio raggiunto la loro dimensione, e sperano in una escalation verso tanti obiettivi, ma intanto sono contenti già così.
Il cadere nelle sequenze canoniche, ogni volta che ad orecchio un pezzo sembra funzionare troppo, loro lo smontano; per questo si sono autodefiniti “protorock’n’rollers”. I testi sono in italiano, inglese e francese, e parlano di stati d’animo, di emozioni, percezioni e sono scritti da Elena Fazio, una ragazza parecchio determinata che, consapevole della propria scelta, per inseguire le proprie aspirazioni, si è spostata a Catania.
Nonostante la giovane età sul palco ha dimostrato un carisma trascinante, una donna capace di dominare la scena, quando dalle nostre parti di donne sulle scene musicali se ne vedono fin troppo poche, Elena sembra un miraggio nel deserto! Buono l’affiatamento con gli altri ragazzi del gruppo ed ottimo il risultato globale che ne esce fuori. Tutto è merito anche dei percorsi formativi che sono giovati a costruire le identità musicali dei componenti della band, in particolare, è impressionante la quantità di esperienze accumulate da Giuseppe Lombardo, che ha suonato in 10 anni di carriera anche con Plank e i Nerves’ Korut. Il premio vinto dai Baffos alla rassegna “Suburban Live Set” del “Taxi Driver” consiste in un’esibizione alla prossima rassegna del “Taxi Driver” che si chiama appunto “Dentro il Taxi”, ed una performance ai “Mercati Generali” disco club di Catania. Si sono ripromessi inoltre di non trascurare l’aspetto live del loro duro mestiere, e continueranno a farsi sentire dal vivo ogni volta che si verificheranno le circostanze favorevoli, e soprattutto non dimenticheranno il loro vincolo con Palermo, dove volentieri porteranno in giro la loro musica. A questi giovani talenti siciliani auguriamo un grande in bocca al lupo.
Di Valeria Lopis
Vivere
Rock da leccarsi i Baffos
(da Vivere, 27 marzo 2001 n. 122 – in abbinamento gratuito con “La Sicilia”
9 appuntamenti (Feb/Mar), 17 gruppi partecipanti (rappresentativi di tutta l’isola) 2 special guests (Matildamay e Trustlab vincitori della prima edizione), tre guest star (Mr. T Bone and his liberation orchestra, Karate, Radiodervish), 1 programma radio ufficiale (Planet of Sound / Radio Sud Italia), 1 sito non ufficiale (www.vivicatania.net/suburban/suburban.html), 2500 presenze nelle varie serate.
Questi i numeri della seconda edizione di Suburban Live set che ha chiuso i battenti il 22 scorso con il concerto dei Radiodervish. Vincitori del premio della critica sono stati i Baffos che grazie a questa vittoria parteciperanno di diritto alla rassegna Echosounder in programmazione ai Mercati Generali la prossima estate. Baffos è una formazione giovanissima che nasce a Catania nel settembre 2000 ma altrettanto giovane non è l’attività dei suoi componenti (Nerve’s Korut, Plank, Replastic, White Tornado)…) L’idea dei Baffos è quella di accostare a tempi e ritmi contemporanei riff e sonorità rock’n’roll di tipico stile anni 70, inventando un protorock’n’roll (così amano definirlo) dal grande impatto che non rinuncia ad una buona dose di autoironia. I Baffos sono Elena Fazio (voce), Giuseppe Lombardo (chitarra), Walter Caraci (basso), Massimo Costa (batteria) e Giovanni Fiderio (tastiera e violino).
“E’ un progetto che mi ha ridtato la voglia ed il divertimento di suonare la musica che mi piace di più” ha sostenuto a caldo dopo la vittoria il chitarrista Giuseppe Lombardo.
Baffos, Cold Tourkey, One Eye Dog sono state selezionate per suonare nella rassegna “Dentro il Taxi” (25 aprile/6 maggio). (g.n.c.)
www.nightribe.it
OLD TIME RELIJUN + BAFFOS VEN 25 MAGGIO, Mercati Generali
Sono i Baffos |vincitori di SLS 2001| ad aprire le danze, e lo fanno con un set esplosivo di pezzi: a partire da Cambio veste i Baffos convincono & sorprendono con la loro riuscita miscela di (proto)rock’n'roll su basi ritmiche noiseggianti; con Crisi di panico si affaccia un’ orecchiabilità che non dispiace e la voce si fa più importante nell’economia della formazione, che acquista in freschezza senza nulla perdere in potenza. Ma il brano che prende di più è sicuramente Figurine colorate:semplicemente destabilizzante è l’uso no-wave delle tastiere |del resto il gruppo non fa mistero di ispirarsi ai Brainiac| e lo stesso tastierista del resto si impegna col violino |distorto| a rincarare la dose. Per il resto del concerto i Baffos si impegnano ad affermare la loro coerenza di stile e immagine – riuscendoci – senza risparmiare energie. Deludono invece gli Old Time Relijun, ma quella è un’altra storia….
Recensioni Baffos
BLOW UP
Baffos (CDR Autoprodotto)
(da Blow Up – Gennaio 2002, rubrica HomeMade)
Dionisio CapuanoSe il loro rock’n'roll ha molto di tradizionale (nel senso di Boss Hog – I quali sono ben più artefatti – o di rock blues explosion) e il canto in italiano (voce femminile non distantissima dalle impostazioni di note pop singers, tipo la Grandi) apre non impossibili scenari commerciali, tutto questo non ci pare un gran male. Anzi, aumenta la stuzzicante contraddizione di una musica che man mano si strania. E seppure i Braniac appaiono ancora lontani, canzoni come “Figurine Colorate” e “Winnie Sa” presentano interessanti dissonanze e contaminazioni (un violino ad esempio, che non sarà una novità assoluta ma…) e caratteri forti e sferzanti grazie ad una sezione chitarra-basso di inusuale potenza e fantasiosa verve. Lo chiamano proto rock ‘n roll ma è più evoluto ed attuale di celebrati nomi forestieri. (6/7)
Succo Acido
BAFFOS/S/t/Autoprodotto
(da Succo Acido, Marzo 2002)
Il primo CD-R dei siciliani Baffos è un lavoro che brilla per qualità, inventiva ed autoironia, doti rare per una band all’esordio in sala d’incisione. I cinque Baffos si proclamano fieramente “proto rock’n’rollers” e, grazie al loro approccio viscerale ed istintivo, si collocano in un ambito musicale nel quale nomi blasonati come Jon Spencer o Chrome Cranks (ma l’elenco potrebbe allungarsi parecchio…) hanno già strappato consensi da pubblico e critica. La pubblicazione di questo CD, registrato con la collaborazione di Cesare Basile e Marcello Caudullo, è solo l’ultima tappa di un già ricco curriculum nel quale spiccano la vittoria alla rassegna Suburban Live Set dello scorso anno e l’esibizione dal vivo al festival Sonica 2001. L’ascolto di queste cinque tracce conferma l’impressione favorevole che scaturisce dai loro concerti: si parte in quarta con “Crisi Di Panico” e i suoi ritmi serrati, proseguendo con gli episodi migliori “Figurine Colorate” e “ I Want Some”, con la calda voce di Elena Fazio che vola su un tappeto sonoro di chitarre urticanti. In presenza di tali premesse è lecito attendersi grandi cose da loro.
Raffaele Zappalàwww.palermoinmusica.it
Baffos, “S/T”
Questi Baffos sono veramente un grande gruppo e la loro demo, senza eccesso di retorica, è di una bellezza sconvolgente. Vi assicuro che non è mia consuetudine abbandonarmi a facili entusiasmi e ricoprire artisti o gruppi di elogi, ma questi quattro catanesi se li meritano eccome. Questi Baffos, infatti, se fossero nati negli USA probabilmente sarebbero stati inseriti nella nuova scena garage di gruppi come White Stripes, Moldy Peaches o Strokes, oppure chissà, avrebbero in tasca un contratto per l’etichetta “SFTRI” di Long Gone John (colui che ha lanciato Hole, White Stripes, Muffs, Lazy Cowgirls per intenderci) o molto poco verosimilmente, sarebbero amessi nell’entourage di Jim ‘O Rourke e Sonic Youth.
Forse ho esagerato un po’, anzi sicuramente, ma di una cosa sono sicuro: etichettare questa band è pressocchè impossibile. Loro si autodefiniscono “proto rock’n'roll”, definizione quanto mai enigmatica, e a mio parere, poco indicativa della loro musica; garage rock, punk, molto noise, grunge. Forse tutto questo assieme o forse niente. Ma andiamo con ordine ad analizzare le cinque tracce, tutte bellissime, di questo lavoro autoprodotto.
La prima traccia “Crisi di panico” è un’esplosione di suoni che mi riporta alla Detroit garage degli anni ’70, agli Stoogees e Mc5, con la chitarra a disegnare un riff straordinario e molto accattivante, e con una voce femminile molto efficace. “Figurine colorate” sembra estrapolata da “Dirty” dei Sonic Youth e qui la voce e assolutamente straordinaria, isterica e melodiosa allo stesso tempo. “I Want Some”, forse il pezzo migliore della demo, si apre con chitarra, basso, violini e voce a disegnare una dolce e suadente ninna nanna, che ad un tratto esplode con forza ed abrasività per poi ritornare a cullarti.
Poi è il momento di “Petit Reginaldo” anch’essa lenta all’inizio, ma poi esplosiva con un riff di chitarra che ricorda molto i Dead Kennedys di “Frankenchrist” ed, infine, “Winnie sa”, canzone isterica e cupa, ma molto affascinante, per chiudere degnamente. Una bellissima demo, niente da dire.
di Simone Cappellowww.freakout-online.com
Baffos – omonimo
Raramente capita di ascoltare musica di casa nostra che sappia coniugare il lato sensuale del rock’n'roll con quello più tribale e liberatorio. Al di là dell’oceano di esempi, ancorchè famosi, c’è n’è a iosa, basti pensare alla personalità espressiva di Boss Hog, Jon Spencer Blues Explosion o della prima Pj Harvey (non che ora non ne abbia, ma adesso è certo diversa dagli esordi). Questo piccolo concentrato di spontanea aggressività esiste anche da noi e si chiama Baffos, quintetto catanese nato lo scorso anno dall’unione di differenti esperienze e confluito in un progetto che sin dalla nascita ha raccolto piccole ma significative risposte dalla critica e dal pubblico. La band ha avuto sin dall’inizio idee ben chiare ed ha realizzato il demo omonimo in tre giorni negli studi di Cesare Basile con l’ausilio dello stesso e di Marcello Caudullo. I ristretti tempi di registrazione hanno reso un grande servizio all’immediatezza dei brani che suonano molto spontanei, diretti e funzionano tutti, nessuno escluso, segno che in un qualche momento del processo creativo il cervello ha dato il giusto apporto. Brani come “figurine colorate”, “Crisi di panico”, “I want some” e ” Winnie sa” sono tutti colori complementari del mondo Baffos che si cercano, si incontrano, stridono e si mischiano con grande maestria. Il collante di tutto questo sta certamente nella voce grintosa, calda, mai fuori le righe di Elena Fazio, che si destreggia perfettamente tra testi in italiano, inglese e anche francese, perfetta scelta per rendere in “Petit reginald” la sensualità già accennata. Insomma, davvero un bel demo!. Spero di risentire qualcos’altro presto.
Francesco ImperatoVivere
Rock coi baffos
(da Vivere, 6 novembre 2001 n. 133– in abbinamento gratuito con “La Sicilia” , rubrica DEMO)E vai con il quattro quarti! Si intravede quasi la testa parruccata di Giuseppe Lombardo che apre l’angolo vitale della sua chitarra sulla scia dell’”It’s only rock’n'roll but I like it”. Vi presento i Baffos, ovvero l’energia di una band (catanese? palermitana? siracusana? siciliana!) che non ha avuto neanche il tempo di uscire allo scoperto ed ha vinto la scorsa primavera la seconda edizione di “Suburban Live Set”, rassegna per band emergenti del Taxi Driver di Catania. Il demo-cd divide l’energia su cinque brani registrati sotto la supervisione di Cesare Basile e di Marcello Caudullo. C’è si l’impostazione classica nel rock dei Baffos tanto da spingerli ad autodefinirsi “protorock’n'rollers” ma la loro forza sta nel trasferire la rigorosità stilistica degli anni ’70 (Stones, Zeppelin, Purple) in un approccio più disincantato, tipico dell’era di mezzo che stiamo vivendo, che ne fa apprezzare le canzonsi per la loro “pesante” leggerezza. I Baffos sono Elena Fazio, voce, già nei Replastic; Giuseppe Lombardo, ex Nerves’ Korut e Plank; Walter Caraci, basso, ex Latin Boss; Massimo Costa, batteria, ex High Spirit, Relplastic, Laceboy, White Tornado; e Giovanni Fiderio, Tastiera e Violino, ex Todomodo.
Gianni Nicola CaracollaPalermo in musica
Baffos, suoni grezzi e melodie sensuali
(Dal sito Palermoinmuisica, domenica 23 dicembre 2001)di Francesco Imperato
Cosa sia ‘sto proto rock’n'roll che suonano i Baffos l’ho finalmente capito lo scorso sabato 1 dicembre durante il concerto della band al B-Side. Prendiamo quel misto di sensualità e potenza che ha una Pj Harvey o una Christina Martinez dei Boss Hog, l’immediatezza e l’istintività di suonare rock’n'roll che una volta era di Chuck Berry e oggi di Jon Spencer, la semplicità di giri di basso reiteratamente quadrati, un incontenibile amore per i suoni grezzi e rozzi ed ecco le grandi linee su cui si muovono i Baffos.
La grande cura data dalla band ad un look cool (camice di raso luccicante dai colori sgargianti per tutti) ha dato poi l’impressione definitiva che i ragazzi “ci stanno dentro” anima e corpo. Il live set durato circa un’ora ha riproposto tutto il primo, recente promo, che la band catanese ha registrato negli studi del conterraneo cantautore Cesare Basile, assieme a nuovi brani che continuano ad attingere alla fonte sempreverde del rock più sanguigno, trovando inaspettatamente modi sempre nuovi di parlare un linguaggio creduto da molti in agonia.
“Laser” e “Crisi di panico”, le prime in scaletta, servono a riscaldare i motori e rettificare i volumi perchè già nella tarantolata “Figurine colorate”, distruttiva su cd, i Baffos raggiungono picchi di intensità rumorosa mantenuta bene o male per tutto il concerto e sempre accompagnata da una grande capacità di tenere il palco. Spesso poi è lo stesso suono distorto, sempre un passo al di qua della totale saturazione, che invoglia il gruppo nell’allungare i finali e impartire inattese svolte proto-psichedeliche con l’effetto di dare la mazzata definitiva allo stordimento psico-fisico già in atto. Poche parole per concludere, una bella esperienza. E se vi siete incuriositi, andatevi ad ascoltare i loro brani in mp3 su www.baffos.it
Etnaweb
Baffos – band siciliana
(dal sito www.etnaweb.it, rubrica Movida – novembre 2001)Va bene che le cose migliori nascono per caso. E va bene pure che la vita è una serie di coincidenze, più o meno strane, più o meno felici. Ma che da un annuncio genere “mercatino”, col quale una coppia – lei voce, lui batteria – cerca musicisti per formare un gruppo tipo Blonde Redhead e Tortoise (come dire: tra Totò e Fellini..), possa nascere un gruppo decente, è davvero una bella scommessa! Specie se di quel gruppo fa parte un batterista che ama il drum’n bass, il genere che lo vorrebbe cassintegrato..
Paolo CasicciE invece, a furia di stranezze, come nelle migliori famiglie rock, ecco nascere i Baffos. Esattamente un anno e mezzo fa. Proprio con quell’annuncio che significava tutto e il contrario di tutto.
Per favore, però, non chiamateli “giovane gruppo emergente”. Perché se è vero che l’età media si aggira intorno ai 25 anni, è anche vero che la gavetta per molti di loro è già lunga: Elena Fazio, voce, 21enne di Palermo, cantava già nei Replastic, nei quali Massimo Costa, 27 anni, anche lui di Palermo, suonava la batteria prima di fare una capatina nei White Tornado, gloriosa indie band etnea. Walter Caraci, 28enne bassista catanese che suona anche il contrabbasso acustico, può vantarsi di aver suonato con Zapato e i Latin Boss, mentre Giovanni Fiderio, 21 anni di Siracusa, ha alle spalle qualche trasferta con i Todomodo, oltreché sette anni di violino al conservatorio. Ne manca uno, Giuseppe Lombardo, catanese, 30 anni, già nei Nerves’ Korut e nei Plank con Santi Pulvirenti, chitarrista di Carmen Consoli. Giuseppe suona la chitarra e ha l’aria da intellettuale occhialuto: “Non me la voglio togliere”, spiega lui. Come dargli torto? Chi altri se non lui potrebbe pretendere di restare un intellettuale a vita, dopo aver suonato con il genio del post-rock David Grubbs, ex Gastr del Sol, anche se solo per il tempo di un workshop?
I Baffos nascono così, con mille tentazioni intellettuali che, però, al momento giusto, si trasformano in un riff maligno, ammaliatore. Anche un po’ bastardo. Perché solo un riff bastardo può spazzare di colpo ogni buona intenzione di suonare come Tortoise o Don Caballero. “A suonare quelle cose non mi divertivo più”, racconta Giuseppe nella sala prove lunga tre metri e larga due a una manciata di metri dalla facoltà di Giurisprudenza. “Ormai mi sembrava di scimmiottare i grandi gruppi di post-rock, un genere che tra l’altro era diventato nel frattempo anche un po’ troppo modaiolo. Allora un pomeriggio durante le prove me ne sono uscito con un riff immediato, e ho detto ai ragazzi che era così che dovevamo suonare”. E in quattro gli sono andati dietro. In qualche secondo era nata Crisi di panico, e con lei il proto-rock’n roll dei Baffos. Al nome del gruppo ci ha pensato Giovanni, il violinista e tastierista: “Lo abbiamo preso da un mio amico abbastanza peloso..”.
Proto rock’n roll, lo chiamano loro, aggiungendo “anni 70″. Ma c’è di più: schizzi di Fugazi – la passione di Giovanni -, rumorismi velvetiani, intemperanze vocali alla P.J. Harvey (la passione di Elena, come Bjork), e un clima di sfogo totale, di saturazione, che rimanda a Jon Spencer Blues Explosion, magari ai Boss Hog.
Un brano da scegliere? I want some, traccia numero 3 del mini album registrato in tre giorni lo scorso aprile negli studi di Cesare Basile con l’aiuto dello stesso Basile e di Marcello Caudullo.
Un gruppo democratico, precisano loro, “dove tutti compongono le musiche”. Ai testi, in italiano e in inglese, carichi di alienazione, pensa perlopiù Elena.
Il futuro: continuare a provare – almeno tre volte alla settimana -, registrare, mandare demo alle etichette nazionali e girare in tourné. Le tappe prestigiose non sono mancate: la vittoria lo scorso marzo al Suburban Live Set al Taxi Driver, la partecipazione a Sonica 2001 e, soprattutto, un’esibizione da spalla agli Old Time Relijun. Alla quale il 7 novembre si aggiungerà quella con i folgoranti giapponesi Melt Banana. Promettono, promettono..
GeniaBox
Suburban Live Set…missione compiuta Premio della critica per i Baffos
(prelevato dal sito www.geniabox.com)Si è conclusa, giovedì 15 marzo, la seconda edizione di Suburban Live Set, al Taxi Driver di Catania. Anche quest’anno, la rassegna ha attirato a sé una considerevole attenzione da parte del pubblico siciliano, integrando due special guest (Matìldamay e Trust Lab) e due guest star (Karate e Mr T-bone). A chiudere definitivamente il palinsesto è stata la performance acustica dei Radiodervish, che ha peraltro accompagnato la premiazione della band che si è distinta, dalle altre in concorso, per originalità, composizione ed esecuzione. Ad aggiudicarsi tale riconoscimento sono stati i Baffos, band dalle differenti provenienze artistiche ed artefice di un personale “protorock’n’roll”: una frizzante ed energica miscellanea rimembrante, a sprazzi, i primi Boss Hog e Urusey Yatsura. P.M.
Primafila
Un nuovo prototipo di Rock
(Primafila, anno 3 n. 4 – aprile 2001)La prima apparizione in pubblico è stata la loro prima vittoria, non solo nel senso che i Baffos felici di suonare hanno dato il meglio di sé e sono scesi dal palcoscenico del Taxi Driver di Catania soddisfatti, ma soprattutto, non si erano mai esibiti dal vivo e alla loro ‘prima volta’ hanno sbaragliato la giuria del “Suburban live set 2001″. È da precisare comunque che i gruppi che si sono esibiti hanno vinto tutti: suonare al Taxi Driver di Catania davanti ad un pubblico accorso appositamente per la rassegna ed i gruppi protagonisti è già un bel punto di partenza; ai Baffos, con un punteggio medio di 6.95, è stato attribuito il premio della critica, ma lo spirito della “Suburban” è pruomuovere la nuova musica, senza vincitori né vinti. Alcuni gruppi hanno brillato per entusiasmo ed energia, altri per il tipo di musica proposta: in fin dei conti i Baffos si sono fatti notare per entrambe le cose. I baffos sono in cinque: Elena Fazio, 21 anni, voce; Massimo Costa, 27 anni; batteria; Giuseppe Lombardo, 29 anni, chitarra; Walter caraci, 27 anni, al basso; Giovanni Fiderio, 21 anni, violino e tastiere. La storia del gruppo ha una genesi recente, ma si snoda nell’asse Catania-Palerm: Elena Fazio, originaria di Palermo e massimo Costa, vissuto tra Catania e Palermo, sono i primi due nuclei del gruppo. Nel settembre 2000 è arrivato l’incontro con il padre fondatore Giuseppe Lombardo, che dopo innumerevoli esperienze musicali ‘logoranti’ aveva deciso di mettere in piedi un progetto di Gruppo che suonasse con autoironia e piacere, senza immergersi troppo nello spirito del musicista ‘tipo’ maledetto e dannato, vittima della sua stessa musica, sua croce e delizia. Il tocco di originalità infine, è giunto con Giovanni Fiderio, inventore del termine ‘Baffos’ fino a farlo diventare un aggettivo di uso comune. In effetti Baffos non vuol dire niente, è una delle parole che non esiste in nessun vocabolario di nessuna lingua, ma è Baffos ciò che non ha un preciso stile, ma piace. Felici di suonare dopo tante avventure musicali, amano non prendersi troppo sul serio, con un impatto terapeutico che ha dato benefici non indifferenti ai componenti del gruppo: trovare gli stimoli giusti fa bene all’umore e anche alla salute! E loro hanno proprio raggiunto la loro dimensione, e sperano in una escalation verso tanti obiettivi, ma intanto sono contenti già così.
Il cadere nelle sequenze canoniche, ogni volta che ad orecchio un pezzo sembra funzionare troppo, loro lo smontano; per questo si sono autodefiniti “protorock’n’rollers”. I testi sono in italiano, inglese e francese, e parlano di stati d’animo, di emozioni, percezioni e sono scritti da Elena Fazio, una ragazza parecchio determinata che, consapevole della propria scelta, per inseguire le proprie aspirazioni, si è spostata a Catania.
Nonostante la giovane età sul palco ha dimostrato un carisma trascinante, una donna capace di dominare la scena, quando dalle nostre parti di donne sulle scene musicali se ne vedono fin troppo poche, Elena sembra un miraggio nel deserto! Buono l’affiatamento con gli altri ragazzi del gruppo ed ottimo il risultato globale che ne esce fuori. Tutto è merito anche dei percorsi formativi che sono giovati a costruire le identità musicali dei componenti della band, in particolare, è impressionante la quantità di esperienze accumulate da Giuseppe Lombardo, che ha suonato in 10 anni di carriera anche con Plank e i Nerves’ Korut. Il premio vinto dai Baffos alla rassegna “Suburban Live Set” del “Taxi Driver” consiste in un’esibizione alla prossima rassegna del “Taxi Driver” che si chiama appunto “Dentro il Taxi”, ed una performance ai “Mercati Generali” disco club di Catania. Si sono ripromessi inoltre di non trascurare l’aspetto live del loro duro mestiere, e continueranno a farsi sentire dal vivo ogni volta che si verificheranno le circostanze favorevoli, e soprattutto non dimenticheranno il loro vincolo con Palermo, dove volentieri porteranno in giro la loro musica. A questi giovani talenti siciliani auguriamo un grande in bocca al lupo.
Di Valeria Lopis
Vivere
Rock da leccarsi i Baffos
(da Vivere, 27 marzo 2001 n. 122 – in abbinamento gratuito con “La Sicilia”9 appuntamenti (Feb/Mar), 17 gruppi partecipanti (rappresentativi di tutta l’isola) 2 special guests (Matildamay e Trustlab vincitori della prima edizione), tre guest star (Mr. T Bone and his liberation orchestra, Karate, Radiodervish), 1 programma radio ufficiale (Planet of Sound / Radio Sud Italia), 1 sito non ufficiale (www.vivicatania.net/suburban/suburban.html), 2500 presenze nelle varie serate.
Questi i numeri della seconda edizione di Suburban Live set che ha chiuso i battenti il 22 scorso con il concerto dei Radiodervish. Vincitori del premio della critica sono stati i Baffos che grazie a questa vittoria parteciperanno di diritto alla rassegna Echosounder in programmazione ai Mercati Generali la prossima estate. Baffos è una formazione giovanissima che nasce a Catania nel settembre 2000 ma altrettanto giovane non è l’attività dei suoi componenti (Nerve’s Korut, Plank, Replastic, White Tornado)…) L’idea dei Baffos è quella di accostare a tempi e ritmi contemporanei riff e sonorità rock’n’roll di tipico stile anni 70, inventando un protorock’n’roll (così amano definirlo) dal grande impatto che non rinuncia ad una buona dose di autoironia. I Baffos sono Elena Fazio (voce), Giuseppe Lombardo (chitarra), Walter Caraci (basso), Massimo Costa (batteria) e Giovanni Fiderio (tastiera e violino).
“E’ un progetto che mi ha ridtato la voglia ed il divertimento di suonare la musica che mi piace di più” ha sostenuto a caldo dopo la vittoria il chitarrista Giuseppe Lombardo.
Baffos, Cold Tourkey, One Eye Dog sono state selezionate per suonare nella rassegna “Dentro il Taxi” (25 aprile/6 maggio). (g.n.c.)
www.nightribe.it
OLD TIME RELIJUN + BAFFOS VEN 25 MAGGIO, Mercati Generali
(di Marcello Clerici |fonte Rockafè – Nightribe| )Sono i Baffos |vincitori di SLS 2001| ad aprire le danze, e lo fanno con un set esplosivo di pezzi: a partire da Cambio veste i Baffos convincono & sorprendono con la loro riuscita miscela di (proto)rock’n'roll su basi ritmiche noiseggianti; con Crisi di panico si affaccia un’ orecchiabilità che non dispiace e la voce si fa più importante nell’economia della formazione, che acquista in freschezza senza nulla perdere in potenza. Ma il brano che prende di più è sicuramente Figurine colorate:semplicemente destabilizzante è l’uso no-wave delle tastiere |del resto il gruppo non fa mistero di ispirarsi ai Brainiac| e lo stesso tastierista del resto si impegna col violino |distorto| a rincarare la dose. Per il resto del concerto i Baffos si impegnano ad affermare la loro coerenza di stile e immagine – riuscendoci – senza risparmiare energie. Deludono invece gli Old Time Relijun, ma quella è un’altra storia….