Archive for Graphic design news:

giugno 25, 2011

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Graphic design news, Riflessioni

Dimostrato che le aziende moderne non hanno bisogno di un logo

Se sei il titolare di una nuova azienda che vuole mettersi sul mercato, se vuoi lanciare un sito o un nuovo prodotto e pensi di aver bisogno di “un logo” occorre che ti fermi un attimo a riflettere. Prima di continuare e svelarti il perché di questa affermazione, faccio un passo indietro, spiegandoti perché ho deciso di scrivere queste righe.

Ho studiato anni con l’obiettivo di essere in grado di realizzare delle immagini coordinate efficaci e contemporaneamente ho cercato di mantenere snella la struttura dell’azienda per evitare gli inghippi i che ho già descritto in un altro articolo di questo blog.

Ma le piccole aziende, come potrebbe essere la tua, non hanno all’interno degli esperti di marketing, sono gli stessi titolari che gestiscono le relazioni e non sempre sono esperti di marketing e comunicazione.

Forse non è il caso di te che stai leggendo, ma ti assicuro che la maggior parte dei piccoli imprenditori (il mio target) non ha idea di cosa significhi fare brand, adeguare l’immagine aziendale ai valori dell’azienda, posizionarsi in maniera specifica nella mente del proprio pubbico di riferimento (gli stakeholders), differenziarsi dalla concorrenza. Sanno solo di aver bisogno di un logo.

Ma oggi, in un epoca dove ogni piccola azienda alza la sua voce per farsi vedere, dall’altra parte ci sono i cosiddetti consumatori, sempre più distratti, sempre meno avvezzi da una certa pubblicità che vuole solamente sfilargli i soldi dal portafogli.

Molti imprenditori locali, basta guardare i manifesti e gli annunci sui giornali per rendersene conto, sono ignari delle strategie adeguate per conquistare i clienti senza stracciare il prezzo del loro prodotto.

Non sono capaci di educare ed influenzare i clienti che non in un unico modo suicida: puntare solamente alle offerte di prezzo, svalutando il valore dei propri prodotti.

Oggi tantissime aziende offrono sconti vertiginosi su Grupon e su altri siti imitatori sperando che questo possa farli conoscere al pubblico. Quello che però non comprendono è che chi sceglie il prezzo più basso continuerà a farlo sempre e non comprerà mai da te un servizio o un prodotto al prezzo giusto. Questo modo di attirare clienti porta alla dell’azienda e non costruisce alcuna clientela.

Guarda Apple per esempio, continua a vendere dei computer che costano quasi il doppio di quelli della concorrenza. Chi compra Apple sente di appartenere ad una elite di persone. Merito non solo della qualità dei prodotti ma anche e soprattutto della comunicazione. Il payoff di Apple diceva “think different” e mirava proprio a questo, affascinare una nicchia di persone che si sentivano quelli che pensano in maniera diversa dalle masse. Direi che è riuscita a centrare il bersaglio.

Qui pochi chiedono un “payoff”, molti non sanno cosa sia, altri pensano sia solo una frase per sottolineare “il logo”. Un buon payoff, scelto con cura e progettato sulla base di un disegno di comunicazione coerente può, da solo, conquistare e mantenere fedele una nicchia di clienti.

Chi vince questa battaglia sono le aziende che fanno brand, che comunicano in maniera coerente con il proprio target solleticandone i valori. Non pensano di avere bisogno del “loghetto” per la propria azienda, ma di un sistema coerente di comunicazione che li connoti coerentemente nel loro mercato di riferimento.

In questo scenario emergono furbescamente quelle aziende di pubblicità che consapevoli dell’ignoranza del cliente spacciano per campagne di comunicazione poster figli di nessun progetto, incapaci di rappresentare l’azienda verso il suo pubblico e progettati da grafici alle prime armi che nulla sanno di comunicazione persuasiva, frustrati e sottopagati.

febbraio 17, 2011

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Graphic design news

Design che parola sfortunata!

C’è chi pensa abbia a che fare con il disegnare chi la usa per farsi snob… «dessai’n,» Ma design significa progetto. Il Graphic Design è una strategia di marketing, che concorre a costruire la brand identity dell’azienda, ovvero il modo in cui questa viene percepita dal suo pubblico. C’è differenza fra grafica e Graphic design. La prima è arte, avulsa dal contesto, Il secondo è scienza che applica al marketing dell’azienda aspetti funzionali, comunicativi ed emotivi in relazione al suo mercato di riferimento, cioè il proposito del LESS Design studio.

aprile 21, 2010

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Graphic design news, Riflessioni

Graphic design a Catania. Problemi di linguaggio.

Fare il grafico a Catania non è una passeggiata al sole.

Sono stato accusato di pigrizia perché, alla presentazione di un layout un cliente di nuova acquisizione, ho mantenuto tutti i segni della sua vecchia grafica che, per una volta, non era male, anzi la sua vecchia brochure era veramente di buona qualità.

Così ho fatto un paio di considerazioni. I clienti “non consapevoli” talvolta si stancano del loro marchio, dei propri colori sociali e vorrebbero cambiarli perché per loro l’immagine coordinata non ha un vero e proprio valore. Anzi spesso non sanno neanche cosa sia. Vivono l’azienda dall’interno e non si rendono conto che un sistema progettato di segni e una comunicazione coerente (anche di contenuti) in tutti i “momenti della verità” (ovvero i momenti in cui l’azienda si relaziona con il pubblico) reca un vantaggio in termini di riconoscibilità e notorietà che altrimenti andrebbe perduto.

Quando ciò non avviene non si tratta solamente di occasioni sprecate: dato che «non si può non comunicare», farlo in maniera approssimativa e senza un progetto che ne controlli le dinamiche genera confusione nella mente dei fruitori (target) del messaggio che tenderanno dimenticare o addirittura a non associare i segnali di comunicazione.

agosto 2, 2009

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Graphic design news

CineNostrum. Il progetto grafico del catalogo della rassegna.

La Cometa Musicale di Nicola Piovani. Così è stato intitolata la rassegna CineNostrum di quest’anno e lo stesso nome porta il catalogo della rassegna. Realizzato in pochi giorni e poche notti (!) di duro lavoro, questo è il risultato:

Open publication – Free publishingMore nicola piovani
 

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