I budget per la cultura sono sempre più ristretti, nominare “cultura” è sempre più sinonimo di barboso, qualcosa che si pone come antagonista della gioia e del divertimento. Forse, per ottenere i consensi di un elettorato basso, in un regime di dittatura morbida, si preferisce dedicarle sempre meno fondi e confondere ai più il significato di “colto” con quello di “acculturato”.
I limiti di budget però, talvolta, costringono l’ingegno ad aguzzarsi. Così, per ridurre i costi, ho studiato questo pieghevole informativo che, una volta aperto, diventa locandina. Un doppio vantaggio: il fatto di essere contemporaneamente tascabile (misura chiuso 10×10 cm) ma una volta aperto, il programma può essere posto su qualunque bacheca. Anche la cartolina con il programma ha un formato inusuale, essendo stata utilizzata anche come invito, di questo ne ha assunto le proporzioni.
L’immagine coordinata invece, pur avvalendosi del marchio nazionale progettato per la Settimana della Cultura, ha una sua identità fortissima che integra il marchio fra le bande colorate che, toccandosi l’un l’altra rappresentano le arti che fra di loro si toccano, s’intersecano, si confondono.

Un Commento
E ancora aspetto che mi mandi il file e mi spieghi che effetto hai usato per le fasce…
))
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